Il "Matto del Barbiere" (in inglese, Barber's Paradox) è un paradosso logico formulato per illustrare alcune delle difficoltà che sorgono nella teoria degli insiemi e nella logica matematica. Il paradosso fu reso popolare dal logico e filosofo britannico Bertrand Russell nel 1918, anche se esistevano formulazioni precedenti.
Il paradosso può essere enunciato come segue:
In un villaggio, c'è un barbiere. Questo barbiere rade tutti e solo gli uomini del villaggio che non si radono da soli. La domanda cruciale è: il barbiere rade se stesso?
Se il barbiere rade se stesso, allora, per definizione, non dovrebbe radersi, contraddicendo l'affermazione iniziale. Se il barbiere non rade se stesso, allora, per definizione, dovrebbe radersi, di nuovo una contraddizione.
Questa situazione crea una contraddizione logica indipendentemente dalla risposta che si dà. Il "Matto del Barbiere" è una variazione del più generale paradosso di Russell, che mette in discussione l'esistenza di un insieme che contiene tutti gli insiemi che non contengono se stessi.
Il paradosso mette in luce problematiche nella teoria ingenua degli insiemi e ha portato allo sviluppo di teorie degli insiemi più rigorose, come la teoria assiomatica degli insiemi (ad esempio, Zermelo-Fraenkel). Il paradosso illustra come l'auto-referenza, se non gestita con cura, può portare a contraddizioni logiche.
In sostanza, il paradosso del barbiere non ha una soluzione logica. È progettato per evidenziare i limiti della logica proposizionale quando applicata a situazioni auto-referenziali e per dimostrare la necessità di una formulazione più cauta e precisa della teoria degli insiemi.
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